giovedì 2 marzo 2017

Rosalia Messina, Morivamo di freddo

SCHEDA LIBRO
Titolo: Morivamo di freddo
Autrice: Rosalia Messina
Casa editrice: Durango Edizioni
Pagine: 106
Prezzo: 11,90 €

   “La famiglia si può immaginare come una ragnatela, un fiore, una tomba, una prigione, un castello.” 

  La citazione di Ronald David Laing apre il romanzo “Morivamo di freddo”, in cui la famiglia, tema predominante, è esattamente ragnatela, fiore, tomba, prigione, castello.
   Una ragnatela, in primo luogo: nella rete del libro, le vicende dei componenti della famiglia si alternano tra loro. Poche pagine per ogni capitolo, i quali oscillano tra due cardini temporali precisi: 1993 e 2007. Passato e presente che si intervallano; l'uno spiegazione del passato, causa ed effetto, in un continuo intreccio tra padri e figli, tra ieri e oggi.
   Enrico, il figlio, un giovane uomo che ama la sua fidanzata ma va a letto con le altre. A causa dei ricorrenti attacchi di panico, è costretto a rivolgersi al dottor Palmanova, precisando la sua totale convinzione dell'inutilità di una terapia.
   Mauro, padre di Enrico, morto anni prima. Una scomparsa difficile da digerire, soprattutto alla luce di quell'amicizia un po' "malata" con Guido, un legame talmente stretto da produrre il desiderio di sostituirsi a lui, di appropriarsi della sua vita, di amare ciò che lui ama. 
    Sandra e Loredana, le due amiche e mogli, vedove, donne forti e donne sole. 
C'è un filo che lega ciascuno di loro e che crea una ragnatela che unisce, a volte imprigiona, tutti. Ma la famiglia è anche un fiore, che ha la capacità di germogliare ancora.
   Per quanto la lettura sia stata interessante, "Morivamo di freddo" è un libro "veloce", che esaurisce subito le sue potenzialità, senza condensare spunti di riflessione o parole più pesanti, di quelle che poi ti rimango dentro.  
   La struttura del libro è solida, ma piatta: senza i titoli che specificano il riferimento temporale, a inizio di ogni capitolo, si sarebbe potuto lanciare una sfida al lettore e invitarlo implicitamente a sciogliere quella matassa che risulta, invece, già sbrogliata. 
   Un libro che è un accenno alla vita, una finestra che si apre e si richiude velocemente, il tempo necessario per lanciare un'occhiata a quello che accade fuori. 

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