domenica 11 ottobre 2015

Kuki Gallmann, I dreamed of Africa (Sognavo l'Africa)

  Voglia di andare, partire, scoprire. Zaino in spalla, capelli sudati sulla nuca, scarpe da ginnastica e colori negli occhi che dipingono l'aria che si gonfia nel petto. Arancione il cielo, arancione l'attesa, arancione la musica che scegli come sottofondo allo spezzone di vita che liberi stringendo le braccia. 
Chi incontrerai, che farai, cosa vedrai non ha più importanza della consapevolezza che quello che sarà è imprevedibile, e l'ignoranza e l'incapacità di assumere il controllo, se delle volte è quello che ci ammazza, adesso è quello che ti elettrizza. 


Poche righe d'introduzione di pura invenzione dettate dalla mia idea del libro di Kuki Gallmann, "I dreamed of Africa". Condivido con l'autrice, di origine italiana, il sentimento di amore incondizionato verso qualcuno o qualcosa, verso l'Africa in questo caso, che, come una forza inspiegabile, l'ha spinta verso quella terra dove batteva già il suo cuore. Parla di déjà vu Kuki Gallmann, per descrivere il suo primo viaggio in Kenya, come se, non solo ci fosse già stata, ma quella fosse la sua vera origine. Una volta nella vita, si ha la fortuna e la sfortuna di sentire esplodere un'attrazione irrazionale per cui rinunciare o assoggettarvi causa pari dolore.

Nel suo libro autobiografico, l'autrice racconta il passaggio dalla vita in Italia a quella in Africa, regalando descrizioni dirette sulla cultura kenyana. La sua vita valeva la pena essere scritta: la decisione di trasferirsi in Kenya, la perdita del figlio ucciso dall'animale che più amava al mondo, la scomparsa del marito, la solitudine e la devozione e l'impegno per una terra a cui non doveva niente e che le ha tolto le persone che più amava. Ma l'amore è incondizionato e l'amore per il Kenya le ha restituito la pace, il sorriso, la rinascita...

Un libro adatto per scoprire una personalità forte come quella della scrittrice Kuki Gallmann e per avvicinarsi alla cultura kenyana, ma soprattutto adatto a chi sente esplodere in petto la curiosità e il perenne desiderio di esplorazione.