sabato 20 dicembre 2014


Le prime luci ad illuminare le vetrine dei negozi e a stendersi sulla città come una ragnatela di comete immobili a ricordarci che un nuovo Natale si avvicina, offuscato dagli occhi stanchi di chi non ha tempo di fermarsi, soffermarsi su ciò che lo circonda. Un Natale veloce, che prorompe e sparisce, un'atmosfera un po' forzata, seppur sempre magica, che si azzera in un tempo talmente rapido da annientarlo. Un tempo senza tempo, che perde la concezione del movimento per quanto sfrecci, come uno pneumatico che ruota talmente veloce da sembrare immobile. Il tempo è questa ruota che si muove inesorabilmente ma sembra rimanere sempre allo stesso posto, tanto da annullare il movimento, tanto da annullare il tempo stesso. E il Natale è una scintilla, un riflesso di luce sul cerchione, che col passare degli anni si annerisce un po' dal fumo delle altre macchine, eppure ciò significa che l'auto ha camminato tanto e di ciò non c'è che esserne orgogliosi. Poi, la sera, il tempo si ferma, giusto un attimo per farti osservare il paesaggio dal finestrino, ed ecco che ammiri quelle luci, ed ecco che sorridi incantata ai colori della notte. 
Per me il Natale non è niente, è un ricordo, è un sogno, una magia, qualcosa che osservi da un finestrino, qualcosa che c'è anche se tu non vuoi, qualcosa che se non c'è ti manca. Natale, per me, è famiglia, sono le voci che ti circondano ogni giorno e che si confondono tra loro senza quasi ascoltarle ed è quel silenzio che ascolti quando loro non ci sono. Per me il Natale è credere, credere negli incanti fanciullini. Perché ciò che importa di più, è proprio questo: credere. Che sia un Dio, che sia Babbo Natale, lo pneumatico oltre a girare avanza realmente solo se tu credi. Credere in un sogno, un'ambizione, un futuro, l'amore; credere in un sì, in un no, credere di non credere. Ma credere. E questo Natale che non sento per niente e che sento proprio per colpa della sua assenza, lo voglio trascorrere così, nella consapevolezza, nella bellezza, del credere. 
Con un sorriso sullo labbra e tanta pace nel cuore, in questa sera immobile, non posso che augurare a tutti di non smettere mai di crederci!


"Non ho voglia
di tuffarmi
in un gomitolo
di strade..."
(Natale, Ungaretti)

venerdì 5 dicembre 2014

Jojo Moyes, Io prima di te

Titolo: Io prima di te
Titolo originale: Me before you
Autrice: Jojo Moyes
Anno: 2013
Casa editrice: Mondadori
Pagine: 390


Avete presente quei libri che non leggereste mai? Quelli che da un giorno all'altro saltano fuori dagli scaffali delle librerie o nei supermercati ma che snobbi alla grande mentre afferri un Orwell o un Calvino? Quei libri che, se non fosse stato per qualcuno o per un caso fortuito, non avreste mai letto ma che, dopo averlo fatto, vi rendete conto di quanto a volte ci carichiamo di pesantezza e non siamo più un grado di leggere qualcosa solo per il piacere di farlo. "Io prima di te" è uno di quelli. Uno di quei libri che mi ha fatto ricordare il piacere della leggerezza, di quella splendida leggerezza che si abbonda spesso crescendo, sepolta dalla nostra seriosità. Per farla breve, a me questo romanzo ha ricordato com'è che si sognava con i libri.

Trama
Louisa Clark è una ragazza di 26 anni, che vive con i suoi genitori e la sorella più piccola Treena, mamma del piccolo Thomas. Lavora come cameriera e trascorre il tempo libero guardando la TV o seguendo gli allenamenti esagerati del fidanzato Patrick, ormai in fissa con l'attività fisica. Perso il lavoro dopo la chiusura del bar, trova un impiego come assistente di un tetraplegico, che ben presto scopre essere un ragazzo di trentacinque anni ridotto in carrozzella dopo un incidente. Difficile immaginarlo un po' per tutti, ma l'uomo costretto ad una vita immobile, non è un anziano, ma un ragazzo, oltretutto attraente. 
Dinamico, colto, curioso...il Will di un tempo - questo il nome del ragazzo - è ormai cambiato (insieme al suo fisico) diventando taciturno, scontroso e sarcastico. Lou inizia un'esperienza che non è solo lavorativa, ma formativa: nella dimora della famiglia Trainor, conosce una realtà ben diversa dalla sua, fatta di problemi seri e sentimenti nuovi, ma soprattutto conosce pian piano una nuova se stessa...