sabato 8 novembre 2014

Grossman, Che tu sia per me il coltello

Se non ci penso, lo annullo e questa sera, almeno per me, non esiste. Sopraffatta dalla mole di pensieri che occupano il tempo ancor prima che sia vissuto, li ho sentiti or ora dileguarsi nella mia mente e rendermi la vista più leggera, ritagliandomi finalmente questo spazio strappato al cielo di carta del giorno. Respiro. E butto via quello che ho da dire, prima di tornare a considerare il movimento delle lancette. 

Che tu sia per me il coltello - David Grossman

Quello che ho da dire riguarda il romanzo "Che tu sia per me il coltello" di David Grossman, di un "viaggio immaginario" intrapreso dal narratore con una "persona reale". Immaginazione e realtà, spirito e concretezza sono i cardini intorno ai quali si srotola pian piano la vita dei protagonisti: Yair e Myriam. Sin dall'epigrafe iniziale si sottolineano le due parole chiave dell'intero testo: parola e corpo. Siamo abituati a considerare le parole come mezzo per descrivere la concretezza; Grossman invece inverte i poli, partendo dalla parola stessa per poter giungere poi al corpo (non è questa, forse, la scrittura?).