giovedì 24 luglio 2014

Simone de Beauvoir, Una donna spezzata

Titolo originale: Une femme rompue
1967

Tre storie, tre donne, tre racconti che danno ampio respiro a tutte le donne in generale e che, allo stesso tempo, mettono in luce l'intimità della donna in particolare. In una visione pirandelliana dell'"uno, nessuno, centomila" i tre racconti che compongono "Una donna spezzata" sono riuniti, non solo dal titolo, ma dall'idea che giace alla base del libro: quella di una donna, di tutte le donne che affrontano una lotta continua con se stesse e a volte, in certi atteggiamenti, anche contro se stesse.

Una donna spezzata
   A dare il titolo all'intero libro è il primo racconto, sotto forma di diario personale, scritto da Monique durante un periodo di crisi coniugale. Da settembre a marzo, il lettore entra nelle giornate e nei sentimenti della narratrice-protagonista, assaporando con lei il lungo inverno di una lacerazione interiore. Sentiamo quasi lo scricchiolio di questa donna che si piega, che si incrina, barcollando tra la tentazione di lasciarsi andare e la voglia di resistere.
   Il suo nome compare poche volte, proprio perché si tratta di un diario intimo. Monique inizia ad appuntare i suoi stati d'animo per sfuggire alla solitudine e per preservare la verità nella quale si era sempre consolata, quando si accorge che qualcosa nella sua stabilità sta cambiando. Poco dopo, in effetti, scopre il vero motivo di quella sensazione di cambiamento: il tradimento del marito con la bella Noëllie, donna in carriera così diversa da lei. Aggrappata al passato e all'illusione che il tempo non passi e quindi non trasformi le cose, Monique accetta passivamente la situazione, lasciando che il marito continui a vedere l'altra donna, nella speranza che la fiamma si spenga presto. 
   Il diario è testimonianza dell'adulterio in tutti i suoi passaggi, dal taciuto sospetto alla verità sconvolgente, attraverso le illusioni e le trascuratezze della protagonista. In quelle pagine si legge il modo in cui Monique incassa questo colpo così duro, soprattutto per lei, una donna "autentica" come la definiva il marito, che con dolcezza e premura si è sempre dedicata agli altri incondizionatamente. Nulla sappiamo della verità, perché il punto di vista degli altri è assente; conosciamo Monique e la sua vita solo attraverso le sue parole e la sua rappresentazione dei fatti. 
   Il tradimento è una frusta che apre la carne, che ti spezza, perché spezza con te tutte le certezze che hai sempre avuto non solo nell'altra persona, ma ancor di più su te stessa. Il tradimento del marito non è è poi così importante, quanto il tradimento che lei subisce dalla vita: una vita che lei si è costruita nel candore familiare crolla quando il velo dell'illusione scivola via rivelando una realtà diversa, che non necessariamente è quella vera, ma che è altrettanto plausibile e che mette in gioco non solo il suo presente ma anche l'intero passato: la crisi coniugale forse non è poi così recente, ma risale a molti anni addietro, e le figlie? Forse le loro scelte sono state solo una conseguenza del rapporto con la madre, o forse, peggio ancora, non lo sono state affatto e l'importanza che lei pensava di avere viene ridimensionata. 

mercoledì 23 luglio 2014

Richard Yates, Revolutionary Road


 Primo romanzo di Richard Yates, acclamato positivamente dalla critica sin da subito, ma successivamente accantonato, "Revolutionary Road" è un'opera che è stata riscoperta negli ultimi anni. Testimonianza ne è l'interpretazione cinematografica di Sam Mendes, del 2008, che ha portato sullo schermo Frank e April Wheeler, interpretati rispettivamente da Leonardo Di Caprio e Kate Winslet, tornati a recitare insieme a dieci anni di distanza dal successo di "Titanic".

   Il romanzo racconta le vicende di una coppia americana durante gli anni '50, apparentemente felice, ma che nasconde in realtà una forte tensione: entrambi i coniugi vivono imprigionati dai doveri della famiglia, recitando dei ruoli prestabiliti. Qualsiasi elemento di disturbo o differenza potrebbe mandare in frantumi il sottile equilibrio. 
    L'America degli anni '50 non è più quella di qualche decennio prima: terra ambita, ricca di sogni realizzabili e speranze concrete; il sogno americano è ormai sgretolato, tanto che la giovane coppia tenta di dare una svolta anticonformista alle loro esistenze decidendo di trasferirsi oltreoceano, precisamente a Parigi, simbolo di giovinezza e speranza. Quello che l'America era prima per l'Europa, adesso lo è Parigi per l'America.
   Ad intralciare il progetto di trasferirsi è la promozione lavorativa di Frank e la gravidanza di April: motivi che rafforzano le titubanze del marito e che vengono usati come valido pretesto per rinunciare o almeno per posticipare la partenza. Nel frattempo, l'inquietudine e l'insoddisfazione di April aumentano, tra litigi e contrasti, in una famiglia sempre più spaccata tra il desiderio di equilibrio e stabilità e la voglia di uscire fuori dagli schemi e fuggire dalla routine.

Frasi dai libri #5: Una donna spezzata


Io non potrei vivere senza scrivere. [...] Da bambina, da ragazza, i libri mi hanno salvata dalla disperazione; per questo mi sono persuasa che la cultura sia il valore più alto, e non riesco a considerare questa convinzione con occhio critico".



E' così stancante detestare uno che si ama.




Che cos'è un adulto? Un bambino gonfio d'età.





Le frasi di 
Simone de Beauvoir

La parola del giorno #4: ADAMANTINO/A

"Chiari di luna e tramonti, odore di primavera bagnata, di catrame caldo, barlumi, stagioni, ho conosciuto momenti di splendente purezza adamantina, ma sempre senza averli sollecitati".
(Una donna spezzata, Simone de Beauvoir)

Significato: saldo, resistente, splendente come il diamante.

sabato 12 luglio 2014

"I fili della vita": concorso di poesia, disegno e fotografia

Scrivi, disegni, scatti fotografie? Partecipa! "I fili della vita... Raccontiamo Cupello" è un concorso artistico diviso in tre sezioni: POESIA, DISEGNO e FOTOGRAFIA

Gratuito e aperto a tutti, senza alcun limite di forma o restrizione alla fantasia, l'unico criterio è l'attinenza contenutistica: il tema deve avere almeno qualche legame con CupelloOltre alla soddisfazione di contribuire con la propria partecipazione ad un'iniziativa culturale che merita di essere valorizzata, al vincitore spetta anche un premio in denaro

Avete tempo fino al 23 agosto per presentare o inviare le vostre creazioni all'indirizzo che trovate sul bando. 

Leggi e/o scarica 
il bando:


sabato 5 luglio 2014

Film tratti dai libri [parte 1]

In seguito alla puntata di Parole di carta, su Agorà Televisione, in compagnia di Stefano Troilo, e prima di un nuovo appuntamento dedicato all'argomento, ecco in breve le informazioni su (alcuni) film tratti dai libri.

Forrest Gump (1994). Il capolavoro di Robert Zemeckis, vincitore di 7 statuette, è un raro esempio di film che supera il libro. Pochi sanno, infatti, che si ispira al romanzo omonimo di Winston Groom (1986). 

La versione di Barney (2010) è l'interpretazione cinematografica del romanzo di Mordecai Richler (1997), uno dei libri più sorprendenti che letto recentemente e che consiglio vivamente!

Il grande Gatsby (2013). Recentissimo film tratto dalla celebre opera di F.S. Fitzgerald (1925), incentrato sulla figura del misterioso Gatsby, un uomo che si è creato da sé - a partire dal nome - per (ri)conquistare una donna, convinto di poter combattere i cambiamenti dovuti al tempo. Ma il tempo passa, trascinando con sé l'ultimo spiraglio dei "roaring twenties" e del sogno americano.

Il ritratto di Dorian Gray (2009). Il capolavoro di Oscar Wilde del 1890 non poteva che avere più versioni cinematografiche. La più recente è di qualche anno fa, che, nonostante le differenze evidenti con il libro, riesce a trasmettere il concetto di "estetismo" caro all'autore inglese.

La ragazza di Bube (1963) è il film di Comencini, interpretato da Claudia Cardinale, tratto dal romanzo di Carlo Cassola, il quale, con un realismo che è stato messo in discussione, punta i riflettori su una storia vera, quella tra il partigiano rinominato Bube e la ragazzina Mara.

Seta (2007). Altro caso - a mio avviso - di eccelsa rappresentazione cinematografica: questa volta da parte di François Girard, che ha scelto gli attori Keira Knightley e Michael Pitt per un film ispirato al libro del 1996 di Alessandro Baricco.

Lolita. Due le versioni per l'opera maestra di Vladimir Nabokov: quella del 1962 di Stanley Kubrick e quella del 1997 di Adrian Lyne. Mentre il primo girò solo il 20% della sceneggiatura, optando per un'interpretazione più libera (d'altronde stiamo parlando di Kubrick), il secondo rimane decisamente più fedele al testo scritto e all'immagine della protagonista, tanto da essere maggiormente apprezzato dal figlio di Nabokov. 

Eyes wide shut (1999). Altro capolavoro dello sperimentatore S. Kubrick, questa volta ispirato al capolavoro della letteratura novecentesca "Doppio sogno", opera di Arthur Schnitzler (1925). Al contrario di quanto accaduto per "Lolita", in questo caso il regista è rimasto molto più fedele al testo. Difficile comprendere il film, proprio perché nel libro, scritto mentre si andavano diffondendo le idee di Freud, si scava nell'inconscio dei protagonisti.

Shining (1980). Anche questo celebre film horror di Kubrick è tratto da un romanzo, quello di Stephen King, pubblicato nel 1977, in cui viene riproposto in modo originale il topos della casa "stregata".

Qualcuno volò sul nido del cuculo (1975). Stupendo film interpretato dal bravissimo Jack Nicholson e ambientato in una casa di cura, tratto dal romanzo di Ken Kesey del 1962.

Il buio oltre la siepe (1962) è tratto dall'omonima opera di Harper Lee (1960): un capolavoro che affronta il tema del razzismo visto dagli occhi di una bambina.

Sleepers (1996). Un cast d'eccezione per un thriller incredibile, basato sul romanzo di Lorenzo Carcaterra, scrittore statunitense di origine italiana, che racconta in prima persona la storia di quattro giovani amici nel quartiere malfamato di New York, Hell's kitchen. Un caso di incoscienza, un caso giudiziario, un caso di vendetta...

Orwell 1984 (1984). Film di Michael Radford (regista, tra gli altri, del meraviglioso film letterario Il postino e de Il mercante di Venezia), che ripropone l'opera di Orwell (1948) basandosi tanto fedelmente sul testo da girare le scene nei precisi giorni delle date riportate nel libro (che è ambientato nel futuro).



venerdì 4 luglio 2014

Giro d'Italia in 80 librerie

Ultima tappa per "Il giro d'Italia in 80 librerie", l'iniziativa che coinvolge instancabili ciclisti assettati di cultura con lo scopo di tracciare un'immaginaria rete letteraria che si srotola in tutta la nostra penisola! Un gomitolo di cultura che viene strecciato sulla scia di eventi e manifestazioni per la promozione della lettura e della scrittura.

   A partire da oggi, 4 luglio, fino a domenica, Vasto sarà protagonista dell'originale iniziativa, con una serie di appuntamenti interessanti. Tra questi, vi ricordo che sabato 5 luglio, alle ore 12:00, presso il Palazzo Comunale di Cupello, avrà luogo la presentazione del romanzo "Il bacio della buonanotte" e "Crisi nell'alto dei cieli" di Davide Maceroni, oltre alla lettura di passi tratti dalle opere di Ignazio Silone, a celebrare uno dei maestri della letteratura italiana del Novecento di origine abruzzese. A seguire, degustazione di prodotti tipici. 
   L'invito a partecipare è rivolto a tutti!