mercoledì 29 gennaio 2014

Presentazione del romanzo "Il bacio della buonanotte"

   Ciao a tutti, lettori e passanti!
  Dopo assenze e tergiversazioni varie, eccomi qui, con una lista infinita di libri da leggere, innumerevoli progetti da scrivere e post da condividere con voi. Oggi, però, non ho nessuna recensione da pubblicare; volevo, invece, farvi sapere che 

venerdì 31 gennaio 
presenterò il romanzo "Il bacio della buonanotte" 
su Agorà Televisione.

   Si tratta di un romanzo breve a cui vi ho già accennato in altre occasioni. Scritto velocemente, esploso dalle mani come spinto dall'urgenza di dire qualcosa, di farsi sentire, l'ho pubblicato quest'estate senza neanche rifletterci su e questo spirito di immediatezza è quello che forse più lo caratterizza. 
    Non sono una persona che si sofferma su quello che fa (piuttosto su quello che non fa o vorrebbe fare), ma ho piacere questa volta di riprendere tra le mani queste pagine che ho scritto e condividerle con voi. 
  Se siete curiosi di sapere qualcosa in più sul romanzo, sintonizzatevi sul canale digitale 119 (per l'Abruzzo) o 115 (per il Molise), o collegatevi al sito www.agoramusictv.jimdo.com, venerdì 31 dalle 10 in poi.
   Grazie a tutti per l'attenzione e buona giornata!

giovedì 16 gennaio 2014

Gianrico Carofiglio, Il passato è una terra straniera

Gianrico Carofiglio,
Il passato è una terra straniera
(2004)
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  Bari, fine anni '80. Giorgio Cipriani ha poco più di vent'anni, studia giurisprudenza con voti brillanti ed è fidanzato con Giulia. Nel tempo libero, si rifugia in libreria, leggendo fugacemente qualche libro. Quando andava a scuola, amava scriverle lui delle storie. Amava creare. Forse è la consapevolezza di aver perso la capacità di gestire la propria vita, il finto controllo della stessa che ci viene dato dall'abitudine e dalla regolarità, a provocare irreparabilmente un cambiamento. Francesco: il cambiamento ha un nome. Dall'incontro con lui, la sua vita prenderà una svolta inaspettata...

   Vincitore del Premio Bancarella 2005, "Il passato è una terra straniera" procede attraverso due binari che combaciano all'orizzonte, due storie, quella di Giorgio e quella parallela di un'indagine della questura, che gradualmente si intrecciano. In prima persona, Giorgio ritorna al passato, a quella vita della giovinezza tanto differente da sembrare straniera, con un flashback scaturito da un volto di donna. In terza persona, da un punto di vista esterno e "indagatore", procede invece l'inchiesta relativa allo stupro di alcune ragazze.
   Giorgio, attratto dall'idea di poter gestire la propria vita e diventarne padrone, impara da Francesco i trucchi del poker, perché la manipolazione delle carte si fa metafora del desiderio di "controllare l'incontrollabile". Manipolazione. "Rielaborazione tendenziosa della verità mediante presentazione alterata o parziale dei dati e delle notizie, al fine di manovrare secondo i proprî fini e interessi gli orientamenti politici, morali, ecc. della popolazione o di una parte di essa", cita il dizionario Treccani. Ma se fosse soltanto un'illusione questo tentativo di controllo? 
   Appropriarsi del proprio destino così come si decidono le sorti di una partita a poker è la sfida che Giorgio accetta, attratto dal controllo e dalla padronanza di Francesco; una sfida che è ribellione alle regole; una ribellione che è tipica nella giovinezza. Terra straniera, distante e difficile da comprendere, la giovinezza diventa il "tavolo verde" ideale per scegliere il proprio percorso. "L'età incerta" - non a caso - è il titolo del libro che un giorno cattura l'attenzione del protagonista e di cui Giorgio legge frasi tanto significative da essere chiave di lettura dell'intero romanzo, nonché titolo che lo riassume.
L'età incerta (The go-between),
1953, di L.P. Hartley

   Me lo rigirai fra le mani, lessi la quarta di copertina e ancora adesso me ne ricordo un pezzo a memoria. Parlava della giovinezza e dei suoi "giorni fragili in cui tutto ciò che accade, accade per la prima volta e ci segna in modo indelebile, nel bene e nel male".    Allora lo aprii, per cominciare a leggere le prime pagine, come facevo di solito.   Mi fermai a quella immediatamente precedente il prologo. C'era una citazione, da uno scrittore inglese. Non conoscevo nemmeno quello.
    "Il passato è una terra straniera: le cose avvengono in modo diverso da qui."

   Intrigante, coinvolgente, scorrevole, lo stile di Carofiglio ha la capacità di trascinarti verso l'ultima pagina con curiosità crescente, con la frenesia di voler sapere come va a finire e il ritmo preciso e incalzante di ogni capitolo. L'autore è tanto padrone della scrittura e della tecnica narrativa, quanto abile nell'inserire i turbamenti dell'io, pennellando verosimili sprazzi di vita con umanità, fedeltà e creatività.



lunedì 13 gennaio 2014

Ivan Baio, Angelo O. Meloni, Cosa vuoi fare da grande

   Buongiorno cari lettori e passanti! Oggi vorrei presentarvi un libro gentilmente inviatomi da uno dei due autori, Angelo O. Meloni. L'ho letto in un paio di giorni, sia per il modesto numero di pagine sia per il piacere stesso della lettura, derivante soprattutto dal linguaggio: ironico, divertente e coinvolgente. La commistione di personaggi e ambienti realistici e un particolare dettaglio fantasioso ma verosimile ne fanno un romanzo originale, frutto di maturità stilistica e consapevolezza critica. 


SCHEDA LIBRO:

Autore: Ivan Baio, Angelo O. Meloni
Titolo: Cosa vuoi fare da grande
Editore: Del Vecchio 
Anno di pubblicazione: 2013
ISBN: 9788861100558 | Pagine: 184
  Prezzo: 12 euro


  Scuola, Ministero, famiglia: intorno alle principali istituzioni della società ruota il romanzo tragicomico "Cosa vuoi fare da grande". Le protagoniste di una società degradata - quella di cui facciamo parte senza esserne totalmente consapevoli - vengono presentate attraverso significativi personaggi, assolutamente realistici e, proprio per questo, ridicoli. Già, perché la ridicolaggine si rivela soprattutto quando è vista dal'esterno. L'occhio critico degli autori permette al lettore di osservare la realtà con altrettanto spirito critico, senza mai distanziarsi eccessivamente dalla storia, anzi venendone coinvolto, dato l'umorismo predominante. 

domenica 5 gennaio 2014

Raccontastorie#1: Il palloncino rosa



   La luce gialla paglierino si ritaglia i suoi angoli nella rampa di scale vuota. Scendo di corsa, l'entusiasmo mi eccita: intrecciato tra le dita c'è il filo di un palloncino rosa, che tengo stretto stretto. Sono quasi giunta al garage dal quarto piano, sto per svoltare l'angolo, sempre più velocemente. Sorrido. Non so se da fuori si percepisce, ma so che dentro sorrido, perché mi sento leggera, leggera come il palloncino che mi accompagna.  Non ho mai avuto niente di così mio: questo palloncino non è il giocattolo da condividere con le mie sorelle, questo è solo mio e me lo tengo stretto. Corro, salto le scale, svolto l'angolo. Il portone che conduce al garage è vicino. Papà mi aspetta, andremo in macchina e farò svolazzare il palloncino fuori dal finestrino; il solo pensiero accresce, per quanto possibile, la mia già immensa gioia!
   Bum! Mi spaventa uno scoppio improvviso e arresto la mia corsa congelandomi. A due passi dal portone guardo i frantumi rosa cadere pesanti a terra e avvicino altrettanto pesantemente le mie dita alla parete ruvida. Il senso di leggerezza che un istante prima mi riempiva si fa vuoto. Stento a crederci... Quanto vorrei tornare indietro nel tempo, anche solo per un secondo, e stare più attenta! Ma ho già imparato che non si può. Papà mi sta aspettando. Abbasso la testa. Lentamente inizio a raccogliere le striscioline per farne un mucchietto rosa, che metto in tasca. Decido che lo porterò comunque con me. 
   Alzo la testa e apro il portone. Tra le dita, stringo ancora il filo.
Candia

giovedì 2 gennaio 2014

Jostein Gaarder, La ragazza delle arance

Jostein Gaarder
La ragazza delle arance
(2003)
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   Inauguriamo questo 2014 con la recensione de "La ragazza delle arance", dall'autore de "Il mondo di Sofia" (che, se non l'avete ancora fatto, vi consiglio di leggere!). Già dal titolo, un po' fiabesco, si percepisce la natura dell'intero racconto, una favola descritta da un sognatore, che, come tutte la favole, conserva una morale.
   
Trama
   Georg ha quindici anni quando riceve una lunga lettera dal padre, ritrovata nella fodera del vecchio passeggino. Il padre, Jan Olav, era morto undici anni prima, lasciando come regalo al figlio un racconto su "La ragazza delle arance". I due scrivono insieme questo libro: alla lettera del padre indirizzata direttamente al figlio, si uniscono le riflessioni e gli interventi di Georg, rivolti al lettore.
   Jan Olav descrive l'incontro casuale con una ragazza che porta con sé una busta di cartone riempita di arance, e ne rimane talmente colpito da cercarla ovunque. Rivista altre volte, il mistero che la avvolge lo incuriosisce sempre più: perché porta sempre con sé tante arance? Piano piano i quesiti si moltiplicano: in un nuovo incontro tra Jan, ormai innamorato, e la misteriosa incantevole ragazza, si scopre che lei conosce il suo nome.
   La storia dell'innamoramento del padre verso "la ragazza delle arance" assume le caratteristiche di una favola, con le sue regole, le sue meraviglie, ma anche i suoi presagi...