lunedì 19 agosto 2013

Il bacio della buonanotte: l'auto-critica

Potrebbe sembrare difficile criticare una propria opera, dal momento che l'oggettività è messa a rischio dal coinvolgimento personale. Eppure, c'è da dire che analizzare il proprio testo - perlomeno nel mio caso - mi permette di scovarne numerosi scricchiolii ed essere quindi maggiormente critica, ma anche di fare una mia interpretazione da lettrice, seppure avvantaggiata. Individuare ogni "punto debole" serve per assimilare nuovi punti di forza per la volta successiva; chiarire l'implicito del testo, invece, permette di ottenere una visione più completa.


TRAMA (?) e STRUTTURA
La prima inevitabile quasi odiosa domanda che ci si chiede per conoscere un libro è: "DI CHE PARLA?". Basta sapere il contenuto per capire il libro? Non credo proprio. Vero è che, per alcuni lettori, il contenuto è vincolante al loro interesse. Quindi, analizzando il mio libro, non posso che fare un accenno anche alla trama. 
Si tratta di una storia d'amore, ma ogni storia d'amore è anche un po' di guerra, perché alla base vi è spesso una tensione che, in questo caso, cresce fino a coincidere con la realtà esterna. La narrazione, in prima persona, è filtrata dagli occhi del protagonista, che apre il racconto con un'immagine, un primo ricordo, per poi presentarsi. A sintetizzare la sua storia occorrono poche frasi: si definisce un pazzo innamorato di una puttana, che raccoglie brandelli di memoria, per giustificare il suo percorso.

La struttura dell'opera, circolare, è composta da sei parti, presentate simmetricamente:
1. 2013 (Ricordo delle mie tre donne)
2. 1988 (La Vecchia di Pirandello)
3. 1959 (Anna)
4. 1965 e oltre (Elle)
5. 1988 (La Vecchia di Pirandello)
6. 2013 (Ricordo delle mie tre donne).

PERSONAGGI PRINCIPALI
Charles/Carlo
Il nome del protagonista, Carlo, è rimpiazzato da quello del suo soprannome, Charles, a sua volta oscillante tra l'iniziale pronuncia francese e la successiva e definitiva pronuncia all'inglese. Nel romanzo, ogni nome conferisce già una prima idea del personaggio. In questo caso, l'identità del protagonista appare sdoppiata, oscillante, indefinita. Oltre a scorgere in questa dicotomia l'incapacità decisionale che lo caratterizza, vi si può anche associare il riferimento all'opposizione Charles-narratore, e quindi legato al presente, e Charles-personaggio, protagonista del passato che filtra attraverso la sua percezione soggettiva.
All'interno del romanzo, viene paragonato a un porcellino di Sant'Antonio, quegli animaletti piccoli e innocui, che, per difesa, si appallottolano su se stessi. Appare essenzialmente un debole, sempre in bilico tra ciò che pensa e ciò che esprime, incapace di controllare il linguaggio quanto di gestire i suoi sentimenti. Cerca in tutti i modi di imporsi come protagonista, mostrando un'avversione appena accennata nei confronti dell'uso della terza persona, il che spiega il predominio del suo "io" all'interno del testo. Non riesce mai a prendere posizione e a schierarsi da una parte all'altra, facendo sì che la ricerca costante del compromesso lo conduca a smarrire qualsiasi punto fermo, lasciando che la vita faccia di lui ciò che vuole.

- La vita è quello che ci viene dato. 
- La vita è quello che ne facciamo.
Anna
Questa ragazzina di dodici anni, maschiaccia, dura e scontrosa, che ama giocare a pallone e fare dispetti per farsi notare, oppone al suo aspetto mascolino un atteggiamento elegante e una capacità dialettica notevole. La sua apertura mentale si fa evidente nelle riflessioni acute e nella sua sottile ribellione alle convenzioni sociali, ostentando la sua diversità dal modo di vestirsi ai suoi interessi. Sebbene abbia circa quattro anni in meno rispetto a Charles, appare più matura, ma questa maturità non la priva di quella dolcezza infantile che animano i suoi grandi occhi. Non si sente "piccola", o meglio ha smesso di esserlo, dopo che le vicende familiari l'hanno inevitabilmente appesantita di responsabilità da grandi. In lei, si scontra l'innocenza e la maturità, la determinazione e la consapevolezza, l'ambizione e la semplicità.
Agli occhi del protagonista, lei e ciò che rappresenta si moltiplica in nuovi significati e nuove identità, fino a moltiplicarsi in altri personaggi, nei quali confluisce ogni parte di lei e che segnano il suo percorso e la sua crescita. 
L'incapacità di affermarsi di Charles è inversamente proporzionale al protagonismo di Anna, che gioca un ruolo indispensabile. Con la sua cinepresa, obbedisce al piacevole obbligo artistico di dimostrare le sue capacità, ma poco si sa di ciò che sarà del suo film: ciò che conta è il prima, il significato della ricerca. In questo, Charles riesce ad emergere: è grazie a lui che sappiamo di Anna, è grazie alla testimonianza che conosciamo l'artista.
Il simbolo della sua forza e della voglia di sfide è un paio di scarpe da calcio, che indossa con fierezza, attirando su di sé i pettegolezzi delle altre ragazze. Agli occhi di Charles, quelle scarpe rovinate e maschili appaiono fastidiose e ingombranti, anche perché appartengono al fratello di lei, ma allo stesso tempo subiranno una lieve metamorfosi, per venire a rappresentare il frutto della loro ricerca e ciò che una notte li ha uniti.

Denim
Fratello di Anna, Denim è uno degli amici di Charles. Indossa quasi sempre i pantaloni del padre, che aveva lavorato come operaio nel nord Italia, tanto da essere conosciuto agli occhi del lettore solo ed esclusivamente col suo soprannome. Forte, tutto d'un pezzo, deciso, ma anche divertente, è il simbolo di rispettabilità del gruppo. Non saluta mai né ama parlare del futuro (come la sorella, d'altronde): il tempo per lui è lineare, si sussegue in attimi che non tornano mai a sfiorarsi, in un continuo procedere. La sua camminata decisa e l'ombra del ciuffo sulla fronte lo rendono imponente e sicuro di se stesso, tanto da non preoccuparsi delle malelingue della gente, fumando tranquillamente in pubblico. Quella sigaretta, sempre incastrata tra le labbra, diventa uno scettro di ribellione e controllo.

Viola
Sola, confinata alla sua casa, situata - non a caso - di fronte al cimitero, Viola, conosciuta da tutti come "Marisa la pazza" è un personaggio simbolo dell'identità derivante dalla società. Nel suo personaggio, il contrasto tra ciò che è per lei e ciò che è per gli altri si acumina. Sebbene la sua presenza non sia costante, ma si concentra soprattutto nel terzo capitolo del libro, la sua storia, che crea una sorta di racconto nel racconto, è un'importante chiave di lettura. 
Due sconosciuti che si guardano distrattamente in mezzo ad una strada, senza poter dire nulla, come se quel silenzio ci si rivoltasse contro.
Elle
Capelli corti e rossicci, rossetto rosso e occhi grandi. Una cinepresa tra le mani e un sogno nel cuore. Anticonformismo e voglia di imparare dalla realtà. Un corpo che si adatta alle sue ambizioni e a una città più grande, in grado di contenerle.

Anthony
Un altro personaggio appena accennato, un ragazzo nero, che viene dalla Georgia, ma ha origini africane. Per lui, suono e parola si fondono in un'unica essenza, per questo le sue principali passioni sono la lettura e la musica. Artista di strada, suona il sassofono in mezzo alla gente, liberando la sua arte senza vergogna o timore. Il fatto che non abbia nicknames, ma che si rispecchi totalmente nel suo nome suggerisce che la sua identità è stabile. Simbolo di spensieratezza e libertà, è un nomade del mondo, sebbene sempre legato alla sua America e alle sue origini. 

Di, John, Fiore 
Di (iniziale di Diego), John (da John Lennon), Fiore (dal suo impegno per l'ambiente) sono abitanti di una casa disordinata, giovani ben differenti rispetto agli amici di paese. Disordinati, come la loro casa, liberi e spensierati, amano discutere di qualsiasi argomento, accogliere nuovi amici, divertirsi, senza per questo rinunciare alle proprie convinzioni e interessi. Rappresentano uno stralcio di quell'indistinto amalgama di giovani che animano le grandi città di fine anni '60.

Gianni, Franco, Pallottì
Amici di sempre, amici di paese. Sono il simbolo o di chi non riesce a cambiare o di chi si adatta. In particolare, nell'esigenza di Gianni di lasciare una traccia scritta viene inglobata l'attività del narratore.

Famiglia: genitori, Giuseppe, Luca, Sandra
La famiglia, che a volte si ama e a volte si odia, amandola doppiamente. La famiglia con le sue leggi e la sua semplicità. Un nucleo compatto e traballante, sotto l'autorità dei genitori. I padri: figure accennate, ma onnipresenti. 
La moglie, che trascina con sé l'idea della nuova famiglia, del ripercorrere le orme del passato, dell'assecondare inconsapevolmente le convenzioni sociali. Un dibattito aperto tra l'incapacità di accogliere nuove leggi e quella di cambiare le regole esistenti si concentra nei dubbi del protagonista, inabile a gestire i suoi rapporti e a capire il vero significato del matrimonio e dell'amore.

La Vecchia di Pirandello
Una donna senza marito, che torna in paese risvegliando l'interesse e animando i discorsi della gente. Una "puttana" che accalappia un uomo sposato. Quasi un fantasma: senza passato, senza memoria, senza consistenza. 

CONTESTO STORICO
Il romanzo procede lungo un arco temporale che si protrae dal 1959, gli anni dell'adolescenza di Charles, al 2013, periodo della sua vecchiaia. Dunque, una vita, raccontata in qualche capitolo, ognuno dei quali si focalizza su una determinata fase; una vita che coincide con la vita del libro.
Gli anni '60 rappresentano un periodo di fondamentale importanza per il cambiamento che rappresentano: il passaggio da una realtà di padri a una realtà di figli.
Se prima i ragazzi sono descritti quasi come specchio dei genitori, a partire dal modo di vestire, e l'unico giorno di euforia e libertà è considerato quello della festa della Madonna, in un'indistinta data estiva, successivamente la voglia di libertà e indipendenza esplode, manifestandosi nell'abbigliamento (jeans e minigonna, eskimo e kefiah), nella musica (Beatles), nell'interesse verso nuovi temi (come l'ambiente); fino a raggiungere il suo culmine nelle manifestazioni studentesche, nello scontro finale e iniziale dei giovani contro la polizia, contro i padri, contro l'autorità.

AMBIENTAZIONE
Lo scontro che è alla base del romanzo è simboleggiato anche dallo spazio: un piccolo paese indefinito e una grande città ricca di storia, Roma.

TEMI
Numerosi i temi (la morte, l'arte, il tempo, il ricordo, la famiglia, la reputazione, la ribellione, l' omosessualità...) possono essere raggruppati nella tensione tra il cambiamento e la staticità, l'amore e la guerra, ognuno dei quali sembra aver bisogno dell'altro per affermarsi.

STILE
Devo precisare che mi piace sperimentare e che ogni testo, a seconda di quello che si vuole esprimere, fa sì che si utilizzi un determinato stile (fermo restando che esista sempre, alla base, uno stile personale e costante). Nel presente romanzo, le parole si adattano al periodo che descrivono, procedendo dal dialogo predominante nella prima parte fino a una forma più discorsiva nell'ultima, come se la maturità del personaggio fosse raffigurata dalla crescita della scrittura.
Il linguaggio è semplice, a volte metaforico, chiaro, marcato da alcuni termini più volgari, consoni all'atmosfera "adolescente" che pervade le vicende. Si tratta di un libro, e quindi di un linguaggio, adolescente: tanto innocente quanto a volte violento.
L'inizio, immediato e confuso, viene interrotto prontamente da un ritmo lento e rilassato, che contraddistingue il passato e gli anni dell'adolescenza, fino al risveglio del protagonista (e della scrittura).

RIFERIMENTI INTERTESTUALI
Les Fluers du Mal, Charles Baudelaire
Significativi, i riferimenti intertestuali sono stati inseriti per ampliare il significato di un determinato elemento dell'opera. 
Un titolo ricorrente è Les Fluers du Mal di Charles Baudelaire, un libro che accompagna il protagonista durante la sua crescita; una raccolta di poesie in cui il significato e il significante, la forma e la sostanza, non sembrano mai incontrarsi. La vita del protagonista diventa una vita di poesia, che riflette quel contrasto, fino a che il libro non viene restituito alla proprietaria, quasi a rappresentare il culmine della crisi interiore e un periodo di rottura. 
Delle poesie che lo compongono, L'irrémédiable si fa centro focale, dove l'angelo descritto può sovrapporsi a Anna, e Charles si rispecchia nell'infelice e nel dannato. Mentre la prima, spinta dall'amore per l'arte, viaggia alla ricerca del suo appagamento, fuggendo dalle origini, da una realtà piccola che tenta di attirarla a sé; Charles vaga confuso nelle tenebre, alla ricerca della sua luce e delle sue risposte.

Hiroshima mon amour, Alain Resnais
A comporre la ragnatela dei rimandi, gioca un ruolo primario il film di Alain Resnais, che riassume il significato dell'amore e della guerra, della confusione e dell'incertezza. Alternandosi su piani cronologici differenti, amplificando il tempo e distendendolo, l'opera cinematografica diventa specchio della storia d'amore e di guerra cartacea, fino ad essere tradotto in parole in tutto il contrasto che esemplifica.
Elle è il vago nome con la quale si identifica la protagonista, nome che viene ripreso da Anna per ricreare e completare la sua identità.

The Howl, Allen Ginsberg
La poesia del poeta statunitense, di cui un passo viene letto da Anthony, rappresenta l'urlo dei giovani - che si materializza anche nella voce di Anna, la quale in una notte di divertimento si libera in un urlo che si confonde con i rumori della strada - amplificando le tematiche del libro, quali l'amicizia, la follia, l'arte, la confusione, attraverso una visione allucinata.
Come viene ripetuto nel romanzo, l'importanza dei riferimenti intertestuali è da vedersi sotto un'ottica quasi eliottiana: non per il loro significato letterario, quanto soprattutto per la sensazione che conferisce.

Pasolini, La battaglia di Valle Giulia
Immancabile il rimando a uno dei più grandi poeti italiani, che testimonia, col suo punto di vista, un fatto storico riportato nel testo. Non solo si amplifica l'ambiguità dell'episodio descritto, i cui punti di vista al riguardo generano una guerra d'opinioni, ma Pasolini, come persona e come poeta può sintetizzare molti dei temi trattati.

J. Joyce, Ulysses
Un ulteriore cenno appena suggerito è quello a James Joyce, precisamente al tema della paralisi, ben evidente in questo passo:
Ora so che la mia vita è sempre stata assopita, dormiente sotto l'effetto di un bacio della buonanotte, mentre adesso mi brulica nelle carni, in queste vecchie carni che a stento tengono una penna in mano. Mi guardo intorno e vedo altra gente assopita. Vagano lentamente nel dormiveglia, senza svegliarsi, ma senza dormire. Se mi guardo indietro, ho l'impressione che non sia cambiato nulla. Eppure è cambiato tutto. Senza essere cambiato nulla.

NOTA DELL'AUTRICE
Ho lasciato parlare le parole e le immagini che evocavano, i personaggi - attraverso i dialoghi e i comportamenti -, senza aggiungere più del necessario. La scrittura è essenziale, fatta di segmenti brevi, istantanee, che pian piano si sciolgono in pensieri più articolati, a mano a mano che il serpente (Charles) si impregna di linfa vitale (Anna).
Ho cercato di dire tutto senza dire nulla, questa è stata la mia sfida più grande, da logorroica precisina qual sono. Se di qualcuno o qualcosa non si sa nulla più, è perché non si deve sapere nulla più: a completare l'opera può entrare in scena la fantasia del lettore. Al contrario, a volte, alcuni elementi suggeriscono sviluppi diversi da quelli che effettivamente si concretizzano: si tratta di una storia che potrebbe prendere strade diverse, ma che ne percorre solo una.
Il problema che viene rappresentato ruota intorno alla figura del padre (dei genitori, di Dio, dell'autorità) senza mai essere pesantemente sottolineato, perché il problema stesso non è dei padri, bensì dei figli e della loro percezione dei padri. Questi figli, in una realtà in trasformazione, sono destinati a cambiare, a soccombere o ad adattarsi.
Mi sono estraniata totalmente, adottando un punto di vista maschile e cercando di riproporre un contesto storico preciso, documentandomi e presentandolo senza appesantire il racconto.

PUNTI DI DEBOLEZZA
Forse molto di più poteva essere scritto, forse diversamente, forse sviluppando e giocando meglio su alcuni dettagli. Ma, in fin dei conti, per ogni scelta adottata c'è stato un perché e per quello che non c'è ormai non importa.


2 commenti:

  1. spero che tanti diventino lettori di questa meraviglia.. :) le belle emozioni vanno condivise..:)

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    1. Grazie :-) Speriamo che almeno col passaparola si possa spargere la voce: mi piace credere che se merita verrà conosciuto.

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