venerdì 30 agosto 2013

Jonathan Coe, La pioggia prima che cada

   Lo ammetto: al principio era scettica. Non so perché, delle volte, mi coglie inspiegabilmente un senso di sfiducia nei confronti di un libro - dico "inspiegabilmente" proprio perché non c'è nessun motivo razionale che lo giustifichi. Fortunatamente, non sono una tipa che si lascia manipolare dai pregiudizi. A testimoniare quanto fosse insensata quell'assenza di aspettativa, è il fatto che ho divorato il libro in un paio di giorni. Queste, le mie considerazioni.

"Be', a me piace la pioggia prima che cada". [...]
"Certo che non esiste una cosa così", disse. "È proprio per questo che è la mia preferita. Qualcosa può ben farti felice, no? Anche se non è reale".

  La lettura del romanzo di Coe, il quale predilige una narrazione chiara e il linguaggio colloquiale,  scorre piacevolmente, ma la sua semplicità nasconde precise scelte stilistiche che testimoniano la padronanza narrativa dell'autore. 
   La struttura del racconto si basa sull'intento di un'anziana donna, Rosamond, di descrivere alcune fotografie a un personaggio femminile, di nome Imogen, di cui non si sa quasi nulla, se non che sia cieca. La cornice della storia è rappresentata dal funerale della donna, a cui partecipa la nipote Gill - nodo focale delle diverse relazioni tra personaggi - con le sue due figlie. Il romanzo si apre con la morte della zia Rosamond e procede all'indietro: è proprio la donna ad aver lasciato dei nastri, da lei stessa registrati, con l'intento di farli ascoltare a Imogen.

mercoledì 28 agosto 2013

Harper Lee, Il buio oltre la siepe

Harper Lee,
Il buio oltre la siepe (To kill a mockingbird)
1960
* * * * * (5/5)

  Scout, una bambina intelligente e vivace, vive col fratello maggiore Jem e il padre Atticus Finch a Maycomb, nell'Alabama. La storia è ambientata negli anni '30 e abbraccia un arco di pochi anni, durante i quali, gli occhi curiosi della protagonista assistono alla crescita del fratello, suo compagno di giochi e d'avventure, e alla vicenda giudiziaria di cui si occupa il padre avvocato e che coinvolge l'intera cittadina. 

lunedì 26 agosto 2013

La Top Ten della mia libreria

   Non mi ero resa conto di quanto fosse difficile stilare una classifica dei miei libri preferiti prima di imbattermi nel post di Chez Alessandra! "Che bella idea, ora ci provo anch'io!", ho pensato incuriosita, per poi ritrovarmi a faticare nel fare la mia selezione. Ho dovuto frugare tra gli scaffali e chiedermi chiaramente - per la prima volta - quali fossero quei libri che considero assolutamente irrinunciabili. Ci sono letture di passaggio, libri che prendi in biblioteca, altri che ti fai prestare, e anche letture magnifiche che ancora non hai fatto, scoperte che forse saranno in grado di superare alcuni dei tuoi libri preferiti. E poi ci sono quei libri, quelli che finora ti hanno segnato, che conservano una parte di te, che ti rappresentano, che consiglieresti più e più volte... 

1. L'insostenibile leggerezza dell'essere di Milan Kundera
Un capolavoro che mi ha illuminato. Conservo ancora i mille appunti che presi mentre lo leggevo.

2. Don Quijote de la Mancha di Miguel de Cervantes
Un libro che contiene tutto. Tutto.


3. Uno, nessuno e centomila di Luigi Pirandello
Una perla di conoscenza che fa riflettere con naturalezza.


4. Niebla (Nebbia) di Miguel de Unamuno
Per chi ama la letteratura spagnola e la riflessione metanarrativa, non poteva mancare questo libro: uno di quelli di cui mi sento un po' anche autrice - e scusate l'esagerazione.

5. Lolita di Vladimir Nabokov (post)
Intenso, immenso, sensazionale.
6. Il buio oltre la siepe di Harper Lee (post)
Quando la leggerezza è assoluta profondità.


7. Il grande Gatsby di F. S. Fitzgerald (post)
Incredibile.


8. Macbeth di William Shakespeare
Non potevo non inserirlo: al di là della magnificenza dell'autore, è un'opera che adoro.


9. L'eleganza del riccio di Muriel Barbery
Delicato e suggestivo.


10. El coronel no tiene quien le escriba (Nessuno scrive al colonnello) di Gabriel García Márquez
Adoro il suo stile e il suo significato. Immediato e simbolico.

lunedì 19 agosto 2013

Il bacio della buonanotte: l'auto-critica

Potrebbe sembrare difficile criticare una propria opera, dal momento che l'oggettività è messa a rischio dal coinvolgimento personale. Eppure, c'è da dire che analizzare il proprio testo - perlomeno nel mio caso - mi permette di scovarne numerosi scricchiolii ed essere quindi maggiormente critica, ma anche di fare una mia interpretazione da lettrice, seppure avvantaggiata. Individuare ogni "punto debole" serve per assimilare nuovi punti di forza per la volta successiva; chiarire l'implicito del testo, invece, permette di ottenere una visione più completa.

giovedì 8 agosto 2013

La mia esperienza di auto-pubblicazione: qualche consiglio

   Ti piace scrivere e il tuo sogno è quello di pubblicare un libro? Fino a pochi anni fa, questo sogno era un progetto catapultato in un futuro ancora lontano, in attesa di scrivere il capolavoro del secolo - o perlomeno dell'anno, dai, non esageriamo -, in grado di destare l'interesse di un editore che avrebbe riposto fiducia e ammirazione nella tua creatività. Oggi qualcosa è cambiato. 
   Con il proliferare di siti internet e case editrici che offrono la possibilità di pubblicare un libro in cambio di denaro, puoi realizzare tranquillamente il tuo progetto. Qualcosa si perde?

mercoledì 7 agosto 2013

Jonathan Franzen, Le correzioni

   
   C'è sempre una strana bellezza quando si finisce di leggere un libro. L'immediata e fresca sensazione che ti trasmette, la lucida e completa visione del significato dell'opera nel suo insieme, il piacere e la soddisfazione di essere giunta al termine e di aver conosciuto un nuovo libro (e magari un nuovo tema, un nuovo stile, una nuova struttura), che si fonde al desiderio e all'energia di iniziarne un altro. 
   Com'è stato testimoniato anche da altri lettori, confermo che "Le correzioni" è stato uno di quei libri che rimangono incastrati nello scaffale, nella pila etichettata mentalmente sotto la dicitura "da leggere", per qualche mese, prima di sentirmi pronta ad aprirlo. Si tratta indubbiamente di un'opera che richiede tempo, attenzione, passione, ma quanto più tempo, attenzione, passione vi si presta, maggiore sarà la soddisfazione.