martedì 27 novembre 2012

Arthur Schnitzler, Doppio sogno

Le origini di Eyes Wide Shut

   
Pochi forse sanno che uno dei capolavori di Kubrick è tratto da un romanzo intitolato "Doppio sogno", dove, non a caso, i limiti del sogno si espandono fino ad inglobare la realtà stessa e a renderci storditi e confusi, come se dalla sola lettura del libro potessimo provare l'effetto che i sogni lasciano al risveglio.
   Se avete trovato difficile comprendere il film "Eyes wide shut" non c'è da stupirsi, dal momento che ripropone lo stesso stordimento del libro e dei sogni con estrema lucidità, tanto da dimostrare quanto i sogni incidano sulla realtà e quanto le avventure solo immaginate si ripercuotano sul comportamento quotidiano.

lunedì 26 novembre 2012

Margaret Mazzantini, Venuto al mondo

Affamata di vita

"Da dove nascono i bambini?" 
chiedono gli altri bambini. 
"Dalla pancia" 
risponde la mamma.
    Una delle domande più antiche è questa, che svela la curiosità inspiegabile circa il mistero della nascita, tradotto in semplici parole. Dico "mistero" perché, in fin dei conti, le domande intramontabili sul perché dell'esistenza si poggiano proprio sulla comprensione della nascita, oltre che sulla morte.   



lunedì 12 novembre 2012

Augusto Monterroso, La oveja negra

Pecore nere e greggi di pecore

   Torniamo al nostro Augusto. 
  Vi propongo un esempio di essenzialità del racconto; quando bastano poche righe a colpire nel segno. 


La oveja negra 
    En un lejano país existió hace muchos años una Oveja negra. Fue fusilada.

    Un siglo después, el rebaño arrepentido le levantó una estatua ecuestre que quedó muy bien en el parque.

    Así, en lo sucesivo, cada vez que aparecían ovejas negras eran rápidamente pasadas por las armas para que las futuras generaciones de ovejas comunes y corrientes pudieran ejercitarse también en la escultura.

domenica 4 novembre 2012

Jack Kerouac, On the Road

"Questi erano i figli della strada americana": romanzo e vita di Jack Kerouac in On the Road

   Vita è movimento, sangue è vita, movimento è sangue. Quella linea rossa che attraversa gli Stati Uniti è un fiume di sangue che scorre nelle vene e anima l'irrequietezza di giovani ribelli, che si agitano su quella massa immensa che è la terra, fuggendo dall'insoddisfazione e dall'immobilità. Viaggiare è un'esigenza, non un lusso, che si realizza nella povertà, nell'avventura, nella libertà, senza progetti che intrappolano i sogni, né aspettative che sopprimono la spontaneità. Il romanzo di Jack Kerouac si srotola in piena libertà, seguendo il selvaggio corso della strada.
   Utilizzo il termine "srotolarsi" non a caso, visto che il suo frenetico impeto di espressione fu agevolato dall'idea di unire le diverse pagine in un pezzo unico di carta, una linea infinita d'inchiostro, come una linea d'asfalto. Jack Kerouac è considerato il padre della Beat Generation, termine da lui utilizzato per la prima volta, e, nonostante evitò sempre di identificarsi in quest'etichetta - dal momento che qualsiasi etichetta nasce dalla volontà di definire, racchiudere, sintetizzare, facilitare, e quindi limitare - ne rispecchia e delimita le caratteristiche. La Beat Generation, così come il romanzo On the road, che ne è un chiaro esempio, non va spiegata, va capita, non va descritta, va letta. La Beat Generation è movimento, ricerca, spontaneità, libertà, amicizia, irrequietezza, insoddisfazione, be-bop, problematicità...

Nail Cassady and Jack Kerouac