martedì 23 ottobre 2012

James Joyce, Dedalus

"Tenetevi pure la vostra icona. Se proprio vi è necessario un Gesù, sia almeno un Gesù legittimo"   

   
 "Tenetevi pure la vostra icona. Se proprio vi è necessario un Gesù, sia almeno un Gesù legittimo".

    Parole forti, no? Parole provocatorie. 
    Parole di Stephen Dedalus. 
    Un cantante che critica le istituzioni? Un giornalista dalla lingua avvelenata? Un giovane ribelle degli anni '60? No. Stephen Dedalus è un personaggio di James Joyce, o, in un certo senso, è James Joyce.
    Un giovane sì. Ribelle anche - sebbene bisogna considerare la ribellione dal punto di vista costruttivo e non distruttivo. Che critica le istituzioni, pure. Ma nulla a che vedere con l'immaginario nel quale inseriremmo le sue parole, sebbene l'attualità del loro contenuto lo fanno sentire tanto vicino alla nostra realtà. 
    Stephen Dedalus è il personaggio nel quale il desiderio di conoscenza attiva, di decostruzione del dogma, la voglia di agire e di costruire il proprio percorso, si articola in una continua ricerca della propria libertà. Libertà di sbagliare, di correggersi, di migliorare, di capire, di pensare. E di avere dubbi.

lunedì 15 ottobre 2012

Augusto Monterroso, Movimiento perpetuo

Movimento perpetuo, tra illusione e oblio



   
  Movimento non significa necessariamente cambiamento. Quando la vita segue un andamento ciclico, per quanto e per quanto veloce si muova, rimane sempre ferma. Come una giostra, che ruotando, ruota sempre su se stessa. L'impeto e la velocità del movimento, a volte, possono catturare a tal punto la nostra attenzione da impedirci di spostare lo sguardo e notare che la giostra sia immobile a terra.
   Il racconto di Augusto Monterroso, “Movimiento perpetuo”, ci trascina in una lettura senza fiato, dove le frasi si susseguono senza riposo, trascinandoci nell'illusione di un movimento inarrestabile. Se in un primo momento, la protagonista del racconto appare come l'artefice della sua storia, la scrittrice del suo futuro, capace di controllare e prevedere la banalità delle azioni che si presenteranno; dopo una nuova riflessione, c'è da chiedersi se, al contrario, non sia ingabbiata in quel movimento ciclico che la rende passiva e subordinata all'andamento degli eventi, piuttosto che al di sopra degli stessi.